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La crisi dell'euro può aprire le porte al federalismo


In questo momento, nessuna delle iniziative intraprese ha rotto il circolo vizioso che rischia di strangolare l'Eurozona e la sua moneta. Infatti, il rigore soffoca la crescita dell'economia, la stagnazione e la recessione diminuiscono il gettito fiscale e rendono ancora più difficile il rifinanziamento del debito sui mercati internazionali. Secondo Sergio Romano, che espone il proprio pensiero sul Corriere della Sera, occorrerebbe puntare su altre misure per uscire dalla crisi: "il trattato che costringe i Paesi dell'euro a inserire la parità del bilancio nelle loro costituzioni; l'utilizzo dello strumento degli Eurobond, vale a dire obbligazioni offerte al mercato e garantite collegialmente da tutti i Paesi dell'Eurozona; i Project bond, obbligazioni emesse per la realizzazioni di progetti europei; infine, il federalismo, che è stata per molti anni una parola politicamente scorretta". In conclusione Romano, soffermandosi su quest'ultima misura, afferma "Forse un giorno, gli storici scriveranno che gli europei, dopo essersi lungamente attardati sull'orlo del precipizio, hanno finalmente deciso di scegliere un'altra strada: quella dello Stato federale.

 



 A cura di : Dipartimento delle Finanze